Assenza giustificata

È qualche mese che non do segni di vita sul blog e mi dispiace molto trascurarlo, ma se poi penso che LaTanaDelRiccio non è solo questo spazio virtuale, beh, allora devo dire che sono stati mesi intensi, con nuove esperienze e qualche emozione forte!

Ma partiamo dall’ultima cosa successa, quella che mi ha fatto crescere di più, sperimentare con più passione, anche diventare matta in certi momenti, ma emozionare tanto.

Lascio parlare una foto prima di tutto.

Matrimonio Francesca e Massimo

Dovete sapere che un’amica, una delle Fra della mia FraMiglia, una quasi sorella praticamente, si è sposata con il suo Massimo sabato scorso e qualche mese fa sono venuti a trovarmi proponendomi di preparare una torta per il loro matrimonio!

Ah, non ve l’avevo detto che oltre ad essere una carissima amica è anche un po’ matta, ma forse l’avrete capito data la proposta che mi ha fatto!
Non era la “torta ufficiale”, e la cosa mi ha liberata, almeno in parte, da un po’ di ansia, ma comunque era una torta per un’occasione davvero speciale!

Quindi i mesi scorsi mi sono dedicata ad approfondire il tema pasticceria veg.. come sapete dal blog normalmente i miei dolci sono piuttosto rustici e semplici, qui si trattava di far qualcosa di diverso.

Così ho preparato diverse torte, magari di qualcuna vi metterò la ricetta sul blog. Qui alcune prove fatte:

prove torta

Alla fine la scelta è ricaduta su una torta con base alla farina di mandorle e chantilly alla vaniglia e lamponi.

Ma fare una tortina di prova e una tortona ufficiale sono due cose ben distinte.. ancor di più se poi la tortona va portata in un posto famoso per la sua strada piena di curve! Sono riuscita a far impazzire la commessa di un negozio per trovare un anello (rettangolare) di quelle dimensioni e alla fine mi ha soccorso la prontezza di un ordine online, la mia macchinina si è trasformata in un’auto/frigo ed è stata un’ottima alleata la bellissima struttura del Circolo Lamber di Vallarsa con la sua cucina.

Comunque tutto è bene ciò che finisce bene ed è andato tutto come doveva andare 🙂

Ma prima di parlare di altro, con il loro permesso, voglio farvi vedere che belli che erano gli sposi ❤ e ringraziarli anche qui per la bella giornata di festa che hanno condiviso con noi e per l’opportunità di crescita che mi hanno offerto.
Il resto lo sanno… e rimarrà per sempre nei nostri cuori.

Fra e MassimoPaolo Longo Photography

Ecco, penso che tutto questo sia stato un motivo più che sufficiente per giustificare l’assenza su questo canale, ma nel frattempo ci sono stati anche alcuni laboratori esperienziali..

Cucina e Sport – provare per credere, tra le proposte di Family School del Comune di Rovereto (TN)

detoxwater

Torte e tartine, in collaborazione con il Servizio Macramè di Volano (TN)

6185443739_cfa48a2cb7_b

Un menù che non avanza – cucina creativa con quel che c’è, all’interno del percorso di economia familiare promosso dalle ACLI di Lavis (Trento)

chipsbucce

Vi ricordo che tutti i laboratori potete trovarli nella sezione dedicata del blog.

Oggi niente ricetta, ho già chiacchierato abbastanza 🙂
Alla prossima!

Pubblicato in chiacchiere, dolci, torte, Uncategorized | Contrassegnato | 2 commenti

Avena al pesto di radicchio, carote e olive taggiasche

DSC09297.JPG?w=640

Sono appena stata in giardino, avevo bisogno di godermi il sole e respirare profondo all’aria aperta dopo l’ennesima faticata al lavoro. Ormai la primavera è alle porte, il calendario mi dice che manca ancora una settimana ma ormai durante il giorno il sole scalda, i primi tulipani sono fioriti e l’erba cipollina è rispuntata brillante e saporita. La settimana scorsa sono andata a prendere delle violette per il vaso che c’è vicino al cancelletto d’entrata e chissà che questa volta non riesca a mantenerle vive ricordandomi di dargli da bere.
Ecco, stare in giardino è un ottimo anti-stress, ma forse io sono più adatta per cavare erbacce e raccogliere frutti ed erbe aromatiche che no per parlare ai fiorellini 😉

Visto che la primavera ormai è alle porte oggi vi propongo un piatto goloso ma semplice e con un pesto crudo diverso dal solito.
E poi si sa: i cereali in chiccho fanno così bene! L’avena mi piace un sacco, ma così com’è viene utilizzata poco, è un vero peccato!

Il dolce dell’avena, l’amaro del radicchio, il dolce delle carote, l’amaro delle olive.. anche le giornate sono un po’ così in questi giorni: calde, fredde, calde fredde.. ma anche leggere, pesanti, leggere, pesanti..

Avena con pesto di radicchio, carote e olive taggiasche

Ingredienti per due porzioni:

2 tazzine da caffè di avena in chicco
un pugno di radicchio rosso mondato e lavato
un pezzetto di aglio
4-5 noci
olio evo q.b.
una carota
due cucchiai di olive taggiasche
sale

Versare l’avena in padella con 4 tazzine di acqua, coprire e portare dolcemente a cottura salando solo verso la fine. L’avena sarà cotta quando avrà assorbito tutta l’acqua. Lasciar poi riposare coperto altri 10 minuti dopodichè sgranare e versare su un piatto largo.

Nel frattempo sbucciare la carota e tagliarla a cubetti di mezzo centimetro e cuocerla al vapore.

Frullare il radicchio con noci, aglio, una presa di sale e l’olio sufficiente a creare un pesto cremoso.

Condire l’avena con il pesto, i cubetti di carota e le olive.

Pubblicato in autoproduzione, cereali, crudo, primi, salse sughi condimenti, senza glutine, vegan | Contrassegnato , , , , , | 6 commenti

Frog matcha macarons

DSC09297.JPG?w=640Rieccomi ancora, questa volta con una ricetta che molto probabilmente non vi aspettavate da me 🙂

Raramente uso lo zucchero e non mi sono mai piaciute meringhe e affini.. decisamente sdolcinate per i miei gusti. Però mi diverto un sacco a sperimentare in cucina e mi piace affrontare nuove sfide, pastrocchiare, accogliere proposte.

Ormai un bel po’ di mesi fa mi ero messa d’accordo con Elena (di cui vi ho parlato qui, mia carissima amica che siamo andati a trovare in Tanzania quest’inverno e che non vedo l’ora di riabbracciare) che avrei pensato ad una ricetta in qualche modo in tema con il suo progetto di conservazione degli anfibi nella zona dei monti Udzungwa.
Più informazioni sul suo progetto le potete trovare su CHURA project e sulla sua pagina facebook.

Nel contempo devo anche confessarvi che mentre eravamo in Tanzania è stata forte la tentazione di dare vita al nostro progetto di aprire una pasticceria lì. Elena, dopo giorni e giorni in foresta mangiando riso o ugali (polenta bianca) con fagioli, mi assicura che la voglia di mangiare un piatto sfizioso o un dolce goloso è tanta 🙂

Insomma, da tutto questo nasce la voglia di sperimentare i macarons (che non avevo mai mangiato prima), ma facendoli verdi, e magari con la faccina da “chura” (rana in swahili).

Purtroppo il tè matcha non era sufficiente a colorare per benino le ranocchiette, così sono ricorsa in via del tutto eccezzionale a un colorante alimentare a base di spirulina per il blu e della curcuma per il giallo (ma se trovate un colorante verde fatto bene usate pure quello).

Insomma, ogni tanto degli strappi alla regola ci stanno, e io mi sono divertita più a farli che ad assaggiarli (ormai se esagero con lo zucchero mi viene mal di testa!). Ma nel frattempo sono già arrivate delle richieste 😉

Io mi sono ispirata a questa ricetta.. guardate che bellini che sono! ❤

Ecco a voi la ricetta, spero di poterne pubblicare altre al più presto!

PS: una piccola nota, la cottura dei macarons dovrebbe essere più rapida e ad alta temperatura rispetto a quello che ho fatto io, ma avevo in forno l’orzo germogliato da maltare (esperimenti di homebrewing del moroso <3) e così ho preferito questo metodo. In alternativa cuocete i macarons a 120° per 30 minuti. Spegnete il forno e lasciateli dentro altri 15 minuti, dopodichè lasciate lo sportello socchiuso per altri 15 minuti prima di prelevarli.

Frog matcha macarons

Ingredienti per circa 20 macarons:

50 gr di aquafaba*
un pizzico di cremor tartaro
55 gr di zucchero di canna chiaro
75 gr di mandorle bianche
65 gr di zucchero a velo di canna
1 cucchiaino di tè matcha
un cucchiaino di colorante alimentare vegetale azzurro
un cucchiaino di curcuma

per la ganache:

60 gr di cioccolato bianco vegano
50 gr di panna vegetale
2 scorze di limone

per completare:

cioccolato bianco vegan
cioccolato fondente

* assicurarsi che l’aquafaba abbia una consistenza leggermente gelatinosa (come l’albume per intendersi), in caso contrario restringerla a fuoco lento dopodichè far raffreddare completamente in frigo.

Macinare mandorle e zucchero fino ad ottenere una farina e passare al setaccio.

Nella planetaria montare l’aquafaba con il cremor tartaro, poi aggiungere lo zucchero in due riprese. Aggiungere poi il tè matcha e i coloranti e montare ancora fino ad ottenere un composto molto denso.

Versare la farina di mandorle in due riprese incorporando alla crema con una spatola di silicone spalmando l’impasto sulle pareti della ciotola e poi raccogliendolo. Fare questo movimento per circa 20 volte.

Mettere l’impasto ottenuto nella sac-a-poche e formare i macarons (io li ho fatti ovali ma a piacere si possono fare anche rotondi) su di una teglia rivestita di carta forno. Sbattere la teglia sul piano di lavoro per 3-4 volte in modo da assestare i macarons.

Cuocere per circa 2,5 ore a 75-80° finchè non saranno ben asciutti.

Portare a bollore la panna con le scorze di limone, versare poi sul cioccolato bianco spezzettato e mescolare finchè non sarà completamente sciolto. Lasciar raffreddare mescolando di tanto in tanto fino ad ottenere una crema densa.

Preparare degli occhietti con il cioccolato fuso facendo prima la pupilla con il cioccolato bianco e, una volta raffreddata, completando con un puntino di cioccolato fondente.

Comporre i macarons due a due farcendoli con la ganache al cioccolato bianco e limone. con poco cioccolato fuso fissare gli occhietti e fare il nasino delle ranocchie.

Pubblicato in dolci, dolci monoporzione, riciclo, senza glutine, vegan | Contrassegnato , , , , | 8 commenti

Gnocchetti sardi allo zafferano

DSC09297.JPG?w=640

Dopo più di un mese di assenza dal blog, dovuta al nostro primo viaggio in Africa (<3) e al rientro a bomba nella vita lavorativa, rieccomi con un post veloce veloce prima del primo laboratorio del ciclo di incontri “La Salute nel Piatto – formato famiglia“.

Vi ricordo che, oltre che sulla pagina facebook della tana, trovate informazioni sui laboratori organizzati al link Laboratori Esperienziali del blog.
Questo pomeriggio parleremo di merende e spuntini!

Detto questo oggi vi propongo una ricetta di pasta fresca fatta in casa, ma veloce da preparare e saporita. A noi è piaciuta molto e ho un previsione di prepararne un bel po’ per una cena tra amici.

Anche questa volta la differenza è data da ingredienti di qualità, la farina Senatore Cappelli (ma potete usare qualsiasi grano duro antico!), lo zafferano del Baldo (o quello preso a Zanzibar ;)), un olio buono.

Ora vado a caricare la macchina con tutto il materiale per il laboratorio. A presto!

Gnocchetti sardi allo zafferano

Ingredienti per 2 persone:

180 gr di farina di grano Senatore Cappelli
un pizzico di sale
acqua tiepida q.b.

per il condimento:

una presa di pistilli di zafferano
2 cucchiai di olio evo
mezza cipolla di tropea
una presa di sale
una tazzina di latte di soia
pepe nero appena macinato q.b.

Per prima cosa preparare lo zafferano: disporre i pistilli su di un pezzo di carta forno e tostarlo per pochi minuti in forno a 100° finchè non sono secchi. Aspettare che si raffreddino, poi piegare la carta forno su cui si trovano e schiacchiarli con il dorso di un cucchiaio fino a renderli in polvere.

Impastare la farina con una presa di sale e l’acqua necessaria ad ottenere un panetto compatto. Lasciar riposare 10 minuti dopodichè formare dei rotolini di 5 mm di diametro che andranno tagliati in pezzetti di 2 cm. Passare ogni gnocchetto sui rebbi di una forchetta in modo da dare la tipica forma.
Man mano che si preparano gli gnocchetti infarinarli e disporli distanziati sul piano di lavoro.

Preparare il condimento tritando la cipolla di tropea e soffriggendola a fuoco lentissimo con olio, sale ed eventualmente un po’ di acqua. Coprire la padella delle cipolle e lasciar andare per circa 20 minuti fino a renderle molto morbide.
Aggiungere poi il latte di soia e lo zafferano in polvere, far restringere qualche minuto e regolare di sale.

Nel frattempo cuocere gli gnocchetti in abbondante acqua salata, scolarli al dente e passarli in padella con il condimento.

Spolverare di pepe a piacere e servire.

Pubblicato in autoproduzione, pasta fresca, primi, salse sughi condimenti, vegan | Contrassegnato , , | 6 commenti

Zelten, la mia versione

DSC09297.JPG?w=640

Pochissimi giorni a Natale, uno in meno alla mia partenza, ma quest’anno voglio lasciarvi un paio di ispirazioni.

La prima è un menù.. sebbene il più delle volte a Natale non ci siamo, mi sono divertita a cercare tra le ricette pubblicate per farvi una proposta da portare in tavola alla vigilia o per il pranzo del 25.

Noi la cena in famiglia la faremo questa sera, con un menù molto semplice e concludendo con una bella fetta di panettone vegano de Le Chicche. Il tempo per preparare non è molto e preferisco passare una serata tranquilla senza impazzire troppo.

Ma se avete un po’ più di tempo e volete stupire i vostri ospiti con qualcosa di un po’ più particolare vi propongo questo menù:

DSC09297.JPG?w=427cestini di quinoa autunnale

mezzelune di ceci al rosmarino
con crema di zucca e tartufo

polpettone ai broccoli

insalata di finocchi, datteri, olive e capperi
e patate al forno

zelten

Come vedete non è niente di eccessivamente pesante. L’anno scorso il mio pranzo di Natale è consistito in un piatto di riso basmati con degli spinaci d’acqua saltati 🙂
Penso sia passata l’era in cui per forza bisognava abbuffarsi in queste occasioni. Chi ha la fortuna di poter avere libero accesso al cibo non ha senso che “faccia scorte” e magari ci fa solo bene valorizzare il semplice stare insieme.

Essendo la quinoa proteica, e dato che le mezzelune contengono un goloso ripieno di ceci, ho preferito un secondo a base di verdura.

E come dolce? Oggi vi lascio una ricetta che nella tana sa di Natale, una ricetta tipica trentina di un dolce ricco di frutta secca che si è sempre mangiato a casa mia.

Sono partita dalla ricetta che usa mia mamma ed ho cercato di renderla vegetale. Per l’occasione ho sperimentato il burro veg di Francesca di BeautyFoodBlog, nello specifico questo. Per questa ricetta fa molto bene il suo lavoro, ma non l’ho provato per altro.
Naturalmente, come sempre, non sono stata capace di seguire la ricetta al 100% (mannaggiaamé!), infatti ho sostituito il 50% dell’olio di cocco (che avevo finito), con pari burro di karitè.
Voi fate un po’ come preferite, naturalmente il consiglio è di utilizzare materie prime di  qualità dal momento che oltre a veganizzare la ricetta, ho voluto renderla anche più sana sostituendo ad esempio lo zucchero bianco con quello di cocco, ad indice glicemico più basso.

Cotto in piccole tortiere come ho fatto io può essere anche un bel pensierino da inserire in un cesto regalo. Si conserva per diversi giorni in un sacchetto di cellophane.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta Dolce Natale di GocceD’aria.. e vi saluto augurandovi un sereno Natale.

PS: se volete rimanere aggiornati su come proseguirà il nostro viaggio in Tanzania vi aspetto sulla pagina facebook e su instagram!

Zelten veg

Ingredienti per 5 tortiere da 13 cm di diametro:

250 gr di frutta secca mista (noci, nocciole, mandorle)
250 gr di frutta disidratata e canditi misti (uvetta, fichi, datteri, arancia candita)
250 gr di farina semintegrale di grani antichi
mezza bustina di lievito a base di cremor tartaro
125 gr di zucchero di cocco
100 gr di burro veg
20 gr di grappa
60 gr di latte vegetale
frutta secca q.b. per decorare

Macinare la frutta secca a farina grossolana e unirla in una ciotola con la farina, lo zucchero di cocco, il lievito e la frutta disidratata a pezzetti.

Aggiungere il burro ed iniziare a mescolare strofinando l’impasto. Terminare infine con grappa e latte di soia. Il composto sarà consistente e un po’ appiccicaticcio.

Imburrare leggermente gli stampi e riempirli livellando con le mani l’impasto. Decorare poi con la frutta secca.

Cuocere in forno preriscaldato a 180° finchè i bordi non inizieranno a scurirsi leggermente.

Pubblicato in autoproduzione, chiacchiere, dolci, idee regalo, torte, vegan | Contrassegnato , , , , , | 2 commenti