E sono cinque! Auguri con una fresca torta di carote

Vi sembrerà che in questo periodo il blog sia un po’ appisolato, complici le fughe in montagna appena possibile, le ferie e il lavoro, in effetti non sto pubblicando molto. Ma oggi vi scrivo in una pausa pranzo di una giornata di lavoro non prevista perché c’è da festeggiare e proprio non volevo perdermi questo appuntamento annuale.

Tanti auguri caro blog! Oggi sono cinque anni di vita! Wow!🙂

Cinque anni che mi hanno dato tanto e che mi stanno portando a compiere nuove esperienze. Già perché ci sono un po’ di novità nell’aria che  prima o poi condividerò con voi molto volentieri, ma per il momento sappiate che, anche se le ricette arrivano con meno puntualità, nella tana le cose si stanno evolvendo!

Anche questa volta voglio festeggiare il compleanno con un dolce di quelli che piacciono a me, non troppo dolce, con un gusto vero e ingredienti semplici.

Tanti auguri Tana,
e grazie a tutti voi che rendete vivo questo posto
e date un senso a tutto questo.

Torta di carote con frosting al limone

Ingredienti per una teglia di 20×30 cm:

200 gr di farina semintegrale di grano tenero
2 cucchiaini rasi di cremor tartaro
un pizzico di sale integrale
50 gr di mandorle
100 gr di carote grattugiate
50 gr di olio evo
120 gr di malto di riso
160 gr di latte di avena

per il frosting:

500 gr di yogurt di soia naturale
la scorza grattugiata di un limone bio
sciroppo d’agave a piacere

Con un giorno d’anticipo preparare il frosting: mescolare lo yogurt di soia con la scorza di limone e metterlo a sgocciolare in un panno pulito fissato su di una ciotola con delle mollette.

Macinare le mandorle ed unirle alla farina a cui avrete aggiunto il cremor tartaro e il sale. A parte unire in un bicchiere grande olio, malto e latte mescolando fino ad emulsionare il tutto.

Aggiungere le carote grattugiate al composto secco e mescolare finchè non saranno tutte ben infarinate. A questo punto aggiungere gli ingredienti liquidi fino ad ottenere un impasto uniforme.

Versare la pastella in una teglia unta e infarinata e cuocere in forno preriscaldato a 180° facendo la prova stecchino per verificare la cottura. Lasciar raffreddare completamente la torta.

Prendere lo yogurt colato che avrà raggiunto una consistenza molto densa e dolcificarlo a piacere con lo sciroppo d’agave.

Prima di servire la torta, decorarla con il forsting aiutandosi con una sac-a-poche.

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Torta salata con erbette dell’orto

torta salata comun'orto

Sono tornata dal cammino e subito mi sono trovata catapultata nel tran-tran di tutti i giorni.. faccio fatica a capire il perchè di quello che faccio ed ho tante idee ben confuse🙂

Non sono ancora pronta per raccontare, ho bisogno del mio tempo.

Ma ho piacevolmente scoperto di avere tante ricette che non aspettano altro di essere pubblicate e così colgo l’occasione per rifarmi viva.

Oggi quindi vi propongo una ricetta nata da un bellissimo mazzo di erbette miste proveniente direttamente da comun’Orto,

un progetto di comunità nel quartiere Brione a Rovereto, che consiste in un orto comunitario e offre uno spazio per lavorare insieme la terra, dove è facile conoscere nuove persone, confrontarsi con culture diverse, scambiare esperienze e competenze; dove mettersi in gioco significa contribuire alla nascita di una comunità coesa.

comunorto

Ho la fortuna di collaborare a questo progetto tramite il lavoro ed è davvero interessante e arricchente vedere i risultati, in termine di coesione sociale, relazioni, rete e bellezza dell’orto, dei due orti comunitari che si sono formati.

Cliccando sul logo andrete alla pagina facebook del progetto, vi invito ad andare a curiosare e, nel caso in cui siate a conoscenza di progetti simili sarebbe bello entrare in contatto!

Vi lascio alla ricetta, a presto!

Torta salata con le erbette dell’orto

Ingredienti:

250 gr di farina di farro tipo 2
50 gr di farina di mais rustica
70 gr di olio evo
5 gr di sale fino
vino bianco q.b.

per il formaggino di anacardi:

un bicchiere di anadardi
una presa abbondante di sale
un pizzico di aglio in polvere
un cucchiaio raso di lievito in scaglie
2 cucchiai di succo di limone
acqua q.b.

per il ripieno:

un mazzo grande di erbette miste dell’orto (coste, catalogna, coste rosse)
una piccola cipolla
un cucchiaio di olio evo
sale e pepe q.b.

Per prima cosa mettere in ammollo gli anacardi per una notte, dopodichè scolarli, sciacquarli e metterli nel mixer insieme a tutti gli altri ingredienti. Man mano che si frulla aggiungere a filo poca acqua fino ad ottenere una consistenza cremosa ma soda.

Preparare l’impasto mischiando le farine con il sale, aggiungere l’olio e sabbiare. Versare poi a filo il vino fino ad ottenere un panetto lavorabile a mano. Coprire con la pellicola e lasciar riposare in frigo per 30 minuti.
Lavare le erbette e tagliarle a striscioline, scottarle poi in poca acqua salata. Nel frattempo soffriggere la cipolla tirtata in poco olio con l’aggiunta di un cucchiaio d’acqua e unire poi le erbette facendo cuocere altri 5-10 minuti. Infine regolare di sale e pepe e lasciar raffreddare completamente.
Riprendere l’impasto e stenderlo ad uno spessore di 3-4 mm; ritagliare un cerchio più abbondante del diametro delle teglie che si hanno a disposizione e rivestirle. Spalmare sulla base della pasta brisé uno strato di spalmabile agli anacardi e coprire poi con le erbette. Ripiegare infine i bordi della pasta sul ripieno fino a coprirlo parzialmente.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° finchè anche la base non sarà ben cotta.
Servire tiepido o a temperatura ambiente, ottimo anche appena scaldata in padella senza l’aggiunta di olio.
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Polpettine di ceci e quinoa nera e Cammino

polpette ceci e quinoaQuesta ricetta nasce da una doppia esigenza: prepararmi un pranzo da mettere nel mio bento e portare al lavoro e finire alcuni avanzi del frigo reinventandoli in una nuova ricetta.🙂

Siamo quasi in partenza e urge svuotare la dispensa per evitare il rischio farfalline, quindi in questi ultimi giorni mi dedicherò a ricette, diciamo così, creative!

Queste polpettine, nella loro semplicità, sono state una vera scoperta. Una, lo ammetto, l’avevo assaggiata appena fatta.. ma devo dire che mangiate a temperatura ambiente sono ancora più buone: risultano più compatte e sono molto saporite. Ancora più buone con qualche goccia di succo di limone.

Ma, cambiando discorso, mi direte: e dove te ne vai questa volta??

Sento che questo è un anno particolare, in un certo senso di cambiamento, di maggiore consapevolezza.. e allora avevo bisogno di rimettermi in cammino. Otto anni fa, terminata l’università, avevamo fatto il Camino de Santiago, quello francese per la precisione, non avevamo ancora iniziato a lavorare e ci siamo presi il privilegio di un mese di tempo per percorrerlo al completo.
Quest’anno il tempo è minore, e comunque non avevamo voglia di percorrere un cammino che a quanto pare è eccessivamente frequentato, così faremo il Camino Primitivo, da Oviedo a Santiago de Compostela, circa 310 km, con un po’ più di dislivello. Avremo tempo per ritarare le priorità, godere della natura, respirare a pieni polmoni, prenderci cura dei nostri piedi🙂

Non vedo l’ora.
È difficile descrivere cos’è il camino a chi non l’ha mai percorso, ma è una boccata di aria pura, nuova energia che viene direttamente dalla terra e risale dai piedi fino ad inondarci completamente!

Ora basta chiacchiere, vi lascio la ricetta così quando rientro dal lavoro comincio a preparare lo zaino.

Polpette di ceci e quinoa

Ingredienti:

una tazza di ceci cotti
una tazza di quinoa nera cotta
una carota
una cipolla
uno spicchio d’aglio
un mazzetto di prezzemolo
pepe nero q.b.
sale alle erba q.b.
circa 1 cucchiaio colmo di maizena
olio evo q.b.
limone per servire

Tritare la carota, la cipolla e lo spicchio d’aglio privato dell’anima e soffriggerli in 2 cucchiai di olio con l’aggiunta di un pizzico di sale.

Frullare i ceci grossolanamente, aggiungere il soffritto e la quinoa e iniziare a lavorare il composto. Assaggiare e insaporire con il prezzemolo tirtato, pepe nero e sale alle erbe a gusto.

Aggiungere la maizena fino ad ottenere un composto polpettabile.

Cuocere le polpette in padella o al forno con poco olio rigirandole a metà cottura con attenzione.

Lasciarle raffreddare a temperatura ambiente prima di servirle con uno spicchio di limone.

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Kachumbari dalla Tanzania

kachumbari
Oggi rompo il silenzio con una ricetta che sa di amicizia, di profumo di foresta, di lunghe chiacchierate, di semplicità e di gracidio di rane. Già, perchè io mica ho amiche banali🙂

Elena è una ragazza dalle mille risorse e ci accomuna, oltre che l’amore per la zucca, la curiosità per il viaggio e per la natura, solo che in genere è lei (da brava biologa) quella che risponde alle mie (e del moroso) mille domande riguardanti ungulati, corvidi, mustelidi e altre creature zompettanti😉

Da tre anni, per il suo dotturato, sta seguendo il CHURA Project in Tanzania.

CHURA significa ‘rana’ in Swahili (la lingua ufficiale in Tanzania) ed è anche l’acronimo del suo progetto di dottorato: ‘Conserving Hyper-endemic Udzungwa Restricted Amphibians‘ (che in italiano somiglia a “Conservazione di anfibi iperendemici e dall’areale estremamente ridotto, nei monti Udzungwa”).
In suo intento è quello di classificare (con nuove tecniche sempre meno invasive) e proteggere la grandissima biodiversità della zona.

Sul suo blog e la sua pagina facebook potete vedere meglio di cosa si tratta🙂

Detto questo però oggi vi voglio presentare una ricetta che, quando passa giorni e giorni in foresta, è una vera leccornia per lei. Mi piace pensare a come si apprezzino sempre più gusti semplici vivendo immersi nella natura.

Ora immaginatevi una cucina da campo in mezzo alla foresta, magari vicino ad un ruscello. Il cuoco, con pochi ingredienti e attrezzatura essenziale, prepara questa insalata che sarà accompagnata dal riso o dal chapati.
Immaginatevi di gustarla la sera, nel silenzio, ascoltando i rumori della foresta, intorno a voi solo natura.

Beh, io me la vedo Elena in questa situazione, un po’ perchè me l’ha descritta, un po’ per aver visto le foto, un po’ per l’affinità che c’è tra noi.

Si tratta di un’insalata con pochissimi ingredienti, in cui la cipolla cruda, grazie ai risciacqui e al massaggio😉 risulta digeribilissima.

Il riso con cui ve la propongo viene reso ancora più speciale e caratteristico grazie al soffritto di aglio e zenzero che a quanto pare è onnipresente in Tanzania. In questo caso vi propongo l’uso dell’olio di girasole in modo che sia più vicino al gusto del piatto originale (Elena ha vietato l’uso dell’olio di palma😉 ), ma viene buonissimo anche con l’olio evo.

Kachumbari

Ingredienti:

3 pomodoro san marzano
una piccola cipolla bianca
sale
succo di un limone

per accompagnare:

21o gr di riso thai
una presa di sale
2 cucchiai di olio di girasole
2 spicchi d’aglio
3 cm di zenzero fresco

Tagliare la cipolla a fettine il più possibile sottili e massaggiarle bene in acqua e sale. Scolarle e ripetere l’operazione altre due volte cambiando l’acqua ad ogni passaggio.
Tagliare anche i pomodori a fette sottilissime e mescolarli alle cipolle scolate. Condire con il succo di limone.

Nel frattempo sciacquare il riso con acqua corrente finchè non sarà trasparente. Versare in padella il riso con il 400 ml di acqua, salare leggermente e coprire cuocendo a fuoco basso. Il riso sarà cotto quando avrà assorbito tutta l’acqua.

Sgranare il riso con due cucchiai di olio e condirlo con un soffritto di aglio e zenzero tritati finemente.

Servire il kachumbali con il riso.

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La Corte dei Sapori – Un Borgo e il Suo Fiume 2016

Eccomi!
Prossimamente arriveranno anche delle ricette, promesso, ma questo è un periodo bello carico di novità ed eventi e così per il momento vi aggiorno di quelli🙂

L’anno scorso in occasione della festa del borgo in cui vivo mi era stato chiesto di organizzare un laboratorio di cucina a basso impatto.. era andata benissimo e avevo dovuto replicare il laboratorio nel pomeriggio con il tutto esaurito🙂

Quest’anno invece la proposta è stata diversa: organizzare un punto ristoro bio-vegano!

Wow! Che bella sfida!
E così con orgoglio e un po’ di agitazione vi posso dire che siete tutti invitati

sabato 11 giugno 2016 dalle 19.00 alle 23.00
domenica 12 giugno 2016 dalle 12.00 alle 16.00

alla festa Un Borgo e il Suo Fiume
a Borgo Sacco di Rovereto (TN)
Androne casa Tomasoni – Via Bronzetti, 13 – a due passi da Piazza Filzi

per godervi la festa con tutti i suoi eventi e mangiare qualcosa di buono, bio, vegetale e cucinato con amore🙂

Siete curiosi di sapere il menù?

MenuUnBorgo2016_small

Tutto questo lo farò da sola?

No! Ringrazio per la collaborazione il negozio Ranocchio Verde, mio fornitore ufficiale ma anche co-organizzatore del tutto, e i ragazzi de Le Chicche di Arco, un laboratorio culinario interamente biologico!

Un altro grazie speciale va al Comitato di Un Borgo e il Suo Fiume per essersi lanciato in questa novità e a tutti i volontari che credono che una proposta diversa sia fattibile e che in questi giorni contribuiranno alla realizzazione de la Corte dei Sapori!

Vi aspettiamo numerosi!

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