Gnocchi di batata viola alla salvia e limone

gnocchi di batata viola

Ok, è proprio giunta l’ora di una nuova ricetta tutta per voi.. che se aspetto un altro po’ viene Natale e non va bene 😉

La prossima settimana partiremo per un trekking.. questa volta stiamo abbastanza in zona ma andremo ad assaporare una delle bellezze che ci offre il mondo: le Dolomiti! I nostri giretti li abbiamo già fatti, ma questa volta attraverseremo tante zone non ancora esplorate con l’Alta Via delle Dolomiti n.1, dal lago di Braies a Belluno.
Quindi ci aspetta ancora una volta lo zaino in spalle (il più leggero possibile, in modo da viaggiare bene e in maniera assenziale), e cuore ed occhi aperti alla bellezza!

Ma prima di partire vi lascio la ricettina della nostra cena di ieri, semplice semplice e buona buona. Non avevo voglia di sapori complicati, poche materie prime di qualità ben valorizzate.

Avevo comprato, incuriosita, una batata viola enorme e ieri finalmente mi è venuta l’idea di come cucinarla. A dir la verità avevo paura che in cottura perdesse il suo bel colore, ma ho scoperto che lasciandola in pezzi grossi cambia colore solo la parte esterna. Se le avete piccoline potete lasciarle con la buccia e cuocerle intere, così il colore sarà ancora più brillante!

Una volta cotta la batata mi sembrava decisamente dolce e così ho pensato di condirla con il sapore deciso della salvia e alleggerirla con l’aroma della scorza di limone. A dir la verità ci avrei aggiunto volentieri anche una zucchina tagliata a cubettini piccoli piccoli, ma il moroso non era tanto in vena di quella.. magari se provate fatemi sapere!

Ad ogni modo già così i sapori si sposano davvero bene e nel dubbio ho fatto il bis. Ecco a voi la ricetta.

Gnocchi di batata viola alla salvia e limone

Ingredienti per circa 4 porzioni:

una batata viola gigante (o 6 piccoline)
farina semintegrale q.b.
una presa di sale

per il condimento:

4 cucchiai di olio evo
un pizzico di assafetida
8 foglie grandi di salvia
la scorza di un limone grande

Tagliare la batata a pezzi grandi e metterla in pentola coprendola d’acqua. Coprire con un coperchio e portare dolcemente ad ebollizione cuocendo finchè non sarà morbida. Passare allo schiacciapatate l’ortaggio ancora caldo ed aspettare che si raffreddi.

Salare le batate schiacciate e gradatamente aggiungere farina fino ad ottenere un panetto morbido ma consistente. Per verificare il giusto quantitativo di farina fare la prova cuocendo uno gnocco per raggiungere la consistenza desiderata.

Formare gli gnocchi sul piano abbondantemente infarinato e rigarli con una forchetta.

In una padella scaldare l’olio, scioglierci l’assafetida e soffriggere per qualche minuto la salvia tagliata a striscioline sottili. Una volta pronta spegnere il fuoco ed aggiungere la scorza di limone grattugiata.

Portare a ebollizione abbondante acqua salata e cuocere gli gnocchi finchè non vengono a galla. Una volta cotti scolarli con una schiumarola e versarli direttamente in padella con il condimento saltando per un paio di minuti.

Servire subito aggiungendo a piacere altra scorza di limone.

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Assenza giustificata

È qualche mese che non do segni di vita sul blog e mi dispiace molto trascurarlo, ma se poi penso che LaTanaDelRiccio non è solo questo spazio virtuale, beh, allora devo dire che sono stati mesi intensi, con nuove esperienze e qualche emozione forte!

Ma partiamo dall’ultima cosa successa, quella che mi ha fatto crescere di più, sperimentare con più passione, anche diventare matta in certi momenti, ma emozionare tanto.

Lascio parlare una foto prima di tutto.

Matrimonio Francesca e Massimo

Dovete sapere che un’amica, una delle Fra della mia FraMiglia, una quasi sorella praticamente, si è sposata con il suo Massimo sabato scorso e qualche mese fa sono venuti a trovarmi proponendomi di preparare una torta per il loro matrimonio!

Ah, non ve l’avevo detto che oltre ad essere una carissima amica è anche un po’ matta, ma forse l’avrete capito data la proposta che mi ha fatto!
Non era la “torta ufficiale”, e la cosa mi ha liberata, almeno in parte, da un po’ di ansia, ma comunque era una torta per un’occasione davvero speciale!

Quindi i mesi scorsi mi sono dedicata ad approfondire il tema pasticceria veg.. come sapete dal blog normalmente i miei dolci sono piuttosto rustici e semplici, qui si trattava di far qualcosa di diverso.

Così ho preparato diverse torte, magari di qualcuna vi metterò la ricetta sul blog. Qui alcune prove fatte:

prove torta

Alla fine la scelta è ricaduta su una torta con base alla farina di mandorle e chantilly alla vaniglia e lamponi.

Ma fare una tortina di prova e una tortona ufficiale sono due cose ben distinte.. ancor di più se poi la tortona va portata in un posto famoso per la sua strada piena di curve! Sono riuscita a far impazzire la commessa di un negozio per trovare un anello (rettangolare) di quelle dimensioni e alla fine mi ha soccorso la prontezza di un ordine online, la mia macchinina si è trasformata in un’auto/frigo ed è stata un’ottima alleata la bellissima struttura del Circolo Lamber di Vallarsa con la sua cucina.

Comunque tutto è bene ciò che finisce bene ed è andato tutto come doveva andare 🙂

Ma prima di parlare di altro, con il loro permesso, voglio farvi vedere che belli che erano gli sposi ❤ e ringraziarli anche qui per la bella giornata di festa che hanno condiviso con noi e per l’opportunità di crescita che mi hanno offerto.
Il resto lo sanno… e rimarrà per sempre nei nostri cuori.

Fra e MassimoPaolo Longo Photography

Ecco, penso che tutto questo sia stato un motivo più che sufficiente per giustificare l’assenza su questo canale, ma nel frattempo ci sono stati anche alcuni laboratori esperienziali..

Cucina e Sport – provare per credere, tra le proposte di Family School del Comune di Rovereto (TN)

detoxwater

Torte e tartine, in collaborazione con il Servizio Macramè di Volano (TN)

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Un menù che non avanza – cucina creativa con quel che c’è, all’interno del percorso di economia familiare promosso dalle ACLI di Lavis (Trento)

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Vi ricordo che tutti i laboratori potete trovarli nella sezione dedicata del blog.

Oggi niente ricetta, ho già chiacchierato abbastanza 🙂
Alla prossima!

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Avena al pesto di radicchio, carote e olive taggiasche

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Sono appena stata in giardino, avevo bisogno di godermi il sole e respirare profondo all’aria aperta dopo l’ennesima faticata al lavoro. Ormai la primavera è alle porte, il calendario mi dice che manca ancora una settimana ma ormai durante il giorno il sole scalda, i primi tulipani sono fioriti e l’erba cipollina è rispuntata brillante e saporita. La settimana scorsa sono andata a prendere delle violette per il vaso che c’è vicino al cancelletto d’entrata e chissà che questa volta non riesca a mantenerle vive ricordandomi di dargli da bere.
Ecco, stare in giardino è un ottimo anti-stress, ma forse io sono più adatta per cavare erbacce e raccogliere frutti ed erbe aromatiche che no per parlare ai fiorellini 😉

Visto che la primavera ormai è alle porte oggi vi propongo un piatto goloso ma semplice e con un pesto crudo diverso dal solito.
E poi si sa: i cereali in chiccho fanno così bene! L’avena mi piace un sacco, ma così com’è viene utilizzata poco, è un vero peccato!

Il dolce dell’avena, l’amaro del radicchio, il dolce delle carote, l’amaro delle olive.. anche le giornate sono un po’ così in questi giorni: calde, fredde, calde fredde.. ma anche leggere, pesanti, leggere, pesanti..

Avena con pesto di radicchio, carote e olive taggiasche

Ingredienti per due porzioni:

2 tazzine da caffè di avena in chicco
un pugno di radicchio rosso mondato e lavato
un pezzetto di aglio
4-5 noci
olio evo q.b.
una carota
due cucchiai di olive taggiasche
sale

Versare l’avena in padella con 4 tazzine di acqua, coprire e portare dolcemente a cottura salando solo verso la fine. L’avena sarà cotta quando avrà assorbito tutta l’acqua. Lasciar poi riposare coperto altri 10 minuti dopodichè sgranare e versare su un piatto largo.

Nel frattempo sbucciare la carota e tagliarla a cubetti di mezzo centimetro e cuocerla al vapore.

Frullare il radicchio con noci, aglio, una presa di sale e l’olio sufficiente a creare un pesto cremoso.

Condire l’avena con il pesto, i cubetti di carota e le olive.

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Frog matcha macarons

DSC09297.JPG?w=640Rieccomi ancora, questa volta con una ricetta che molto probabilmente non vi aspettavate da me 🙂

Raramente uso lo zucchero e non mi sono mai piaciute meringhe e affini.. decisamente sdolcinate per i miei gusti. Però mi diverto un sacco a sperimentare in cucina e mi piace affrontare nuove sfide, pastrocchiare, accogliere proposte.

Ormai un bel po’ di mesi fa mi ero messa d’accordo con Elena (di cui vi ho parlato qui, mia carissima amica che siamo andati a trovare in Tanzania quest’inverno e che non vedo l’ora di riabbracciare) che avrei pensato ad una ricetta in qualche modo in tema con il suo progetto di conservazione degli anfibi nella zona dei monti Udzungwa.
Più informazioni sul suo progetto le potete trovare su CHURA project e sulla sua pagina facebook.

Nel contempo devo anche confessarvi che mentre eravamo in Tanzania è stata forte la tentazione di dare vita al nostro progetto di aprire una pasticceria lì. Elena, dopo giorni e giorni in foresta mangiando riso o ugali (polenta bianca) con fagioli, mi assicura che la voglia di mangiare un piatto sfizioso o un dolce goloso è tanta 🙂

Insomma, da tutto questo nasce la voglia di sperimentare i macarons (che non avevo mai mangiato prima), ma facendoli verdi, e magari con la faccina da “chura” (rana in swahili).

Purtroppo il tè matcha non era sufficiente a colorare per benino le ranocchiette, così sono ricorsa in via del tutto eccezzionale a un colorante alimentare a base di spirulina per il blu e della curcuma per il giallo (ma se trovate un colorante verde fatto bene usate pure quello).

Insomma, ogni tanto degli strappi alla regola ci stanno, e io mi sono divertita più a farli che ad assaggiarli (ormai se esagero con lo zucchero mi viene mal di testa!). Ma nel frattempo sono già arrivate delle richieste 😉

Io mi sono ispirata a questa ricetta.. guardate che bellini che sono! ❤

Ecco a voi la ricetta, spero di poterne pubblicare altre al più presto!

PS: una piccola nota, la cottura dei macarons dovrebbe essere più rapida e ad alta temperatura rispetto a quello che ho fatto io, ma avevo in forno l’orzo germogliato da maltare (esperimenti di homebrewing del moroso <3) e così ho preferito questo metodo. In alternativa cuocete i macarons a 120° per 30 minuti. Spegnete il forno e lasciateli dentro altri 15 minuti, dopodichè lasciate lo sportello socchiuso per altri 15 minuti prima di prelevarli.

Frog matcha macarons

Ingredienti per circa 20 macarons:

50 gr di aquafaba*
un pizzico di cremor tartaro
55 gr di zucchero di canna chiaro
75 gr di mandorle bianche
65 gr di zucchero a velo di canna
1 cucchiaino di tè matcha
un cucchiaino di colorante alimentare vegetale azzurro
un cucchiaino di curcuma

per la ganache:

60 gr di cioccolato bianco vegano
50 gr di panna vegetale
2 scorze di limone

per completare:

cioccolato bianco vegan
cioccolato fondente

* assicurarsi che l’aquafaba abbia una consistenza leggermente gelatinosa (come l’albume per intendersi), in caso contrario restringerla a fuoco lento dopodichè far raffreddare completamente in frigo.

Macinare mandorle e zucchero fino ad ottenere una farina e passare al setaccio.

Nella planetaria montare l’aquafaba con il cremor tartaro, poi aggiungere lo zucchero in due riprese. Aggiungere poi il tè matcha e i coloranti e montare ancora fino ad ottenere un composto molto denso.

Versare la farina di mandorle in due riprese incorporando alla crema con una spatola di silicone spalmando l’impasto sulle pareti della ciotola e poi raccogliendolo. Fare questo movimento per circa 20 volte.

Mettere l’impasto ottenuto nella sac-a-poche e formare i macarons (io li ho fatti ovali ma a piacere si possono fare anche rotondi) su di una teglia rivestita di carta forno. Sbattere la teglia sul piano di lavoro per 3-4 volte in modo da assestare i macarons.

Cuocere per circa 2,5 ore a 75-80° finchè non saranno ben asciutti.

Portare a bollore la panna con le scorze di limone, versare poi sul cioccolato bianco spezzettato e mescolare finchè non sarà completamente sciolto. Lasciar raffreddare mescolando di tanto in tanto fino ad ottenere una crema densa.

Preparare degli occhietti con il cioccolato fuso facendo prima la pupilla con il cioccolato bianco e, una volta raffreddata, completando con un puntino di cioccolato fondente.

Comporre i macarons due a due farcendoli con la ganache al cioccolato bianco e limone. con poco cioccolato fuso fissare gli occhietti e fare il nasino delle ranocchie.

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Gnocchetti sardi allo zafferano

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Dopo più di un mese di assenza dal blog, dovuta al nostro primo viaggio in Africa (<3) e al rientro a bomba nella vita lavorativa, rieccomi con un post veloce veloce prima del primo laboratorio del ciclo di incontri “La Salute nel Piatto – formato famiglia“.

Vi ricordo che, oltre che sulla pagina facebook della tana, trovate informazioni sui laboratori organizzati al link Laboratori Esperienziali del blog.
Questo pomeriggio parleremo di merende e spuntini!

Detto questo oggi vi propongo una ricetta di pasta fresca fatta in casa, ma veloce da preparare e saporita. A noi è piaciuta molto e ho un previsione di prepararne un bel po’ per una cena tra amici.

Anche questa volta la differenza è data da ingredienti di qualità, la farina Senatore Cappelli (ma potete usare qualsiasi grano duro antico!), lo zafferano del Baldo (o quello preso a Zanzibar ;)), un olio buono.

Ora vado a caricare la macchina con tutto il materiale per il laboratorio. A presto!

Gnocchetti sardi allo zafferano

Ingredienti per 2 persone:

180 gr di farina di grano Senatore Cappelli
un pizzico di sale
acqua tiepida q.b.

per il condimento:

una presa di pistilli di zafferano
2 cucchiai di olio evo
mezza cipolla di tropea
una presa di sale
una tazzina di latte di soia
pepe nero appena macinato q.b.

Per prima cosa preparare lo zafferano: disporre i pistilli su di un pezzo di carta forno e tostarlo per pochi minuti in forno a 100° finchè non sono secchi. Aspettare che si raffreddino, poi piegare la carta forno su cui si trovano e schiacchiarli con il dorso di un cucchiaio fino a renderli in polvere.

Impastare la farina con una presa di sale e l’acqua necessaria ad ottenere un panetto compatto. Lasciar riposare 10 minuti dopodichè formare dei rotolini di 5 mm di diametro che andranno tagliati in pezzetti di 2 cm. Passare ogni gnocchetto sui rebbi di una forchetta in modo da dare la tipica forma.
Man mano che si preparano gli gnocchetti infarinarli e disporli distanziati sul piano di lavoro.

Preparare il condimento tritando la cipolla di tropea e soffriggendola a fuoco lentissimo con olio, sale ed eventualmente un po’ di acqua. Coprire la padella delle cipolle e lasciar andare per circa 20 minuti fino a renderle molto morbide.
Aggiungere poi il latte di soia e lo zafferano in polvere, far restringere qualche minuto e regolare di sale.

Nel frattempo cuocere gli gnocchetti in abbondante acqua salata, scolarli al dente e passarli in padella con il condimento.

Spolverare di pepe a piacere e servire.

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