Kachumbari dalla Tanzania

kachumbari
Oggi rompo il silenzio con una ricetta che sa di amicizia, di profumo di foresta, di lunghe chiacchierate, di semplicità e di gracidio di rane. Già, perchè io mica ho amiche banali 🙂

Elena è una ragazza dalle mille risorse e ci accomuna, oltre che l’amore per la zucca, la curiosità per il viaggio e per la natura, solo che in genere è lei (da brava biologa) quella che risponde alle mie (e del moroso) mille domande riguardanti ungulati, corvidi, mustelidi e altre creature zompettanti 😉

Da tre anni, per il suo dotturato, sta seguendo il CHURA Project in Tanzania.

CHURA significa ‘rana’ in Swahili (la lingua ufficiale in Tanzania) ed è anche l’acronimo del suo progetto di dottorato: ‘Conserving Hyper-endemic Udzungwa Restricted Amphibians‘ (che in italiano somiglia a “Conservazione di anfibi iperendemici e dall’areale estremamente ridotto, nei monti Udzungwa”).
In suo intento è quello di classificare (con nuove tecniche sempre meno invasive) e proteggere la grandissima biodiversità della zona.

Sul suo blog e la sua pagina facebook potete vedere meglio di cosa si tratta 🙂

Detto questo però oggi vi voglio presentare una ricetta che, quando passa giorni e giorni in foresta, è una vera leccornia per lei. Mi piace pensare a come si apprezzino sempre più gusti semplici vivendo immersi nella natura.

Ora immaginatevi una cucina da campo in mezzo alla foresta, magari vicino ad un ruscello. Il cuoco, con pochi ingredienti e attrezzatura essenziale, prepara questa insalata che sarà accompagnata dal riso o dal chapati.
Immaginatevi di gustarla la sera, nel silenzio, ascoltando i rumori della foresta, intorno a voi solo natura.

Beh, io me la vedo Elena in questa situazione, un po’ perchè me l’ha descritta, un po’ per aver visto le foto, un po’ per l’affinità che c’è tra noi.

Si tratta di un’insalata con pochissimi ingredienti, in cui la cipolla cruda, grazie ai risciacqui e al massaggio 😉 risulta digeribilissima.

Il riso con cui ve la propongo viene reso ancora più speciale e caratteristico grazie al soffritto di aglio e zenzero che a quanto pare è onnipresente in Tanzania. In questo caso vi propongo l’uso dell’olio di girasole in modo che sia più vicino al gusto del piatto originale (Elena ha vietato l’uso dell’olio di palma 😉 ), ma viene buonissimo anche con l’olio evo.

Kachumbari

Ingredienti:

3 pomodoro san marzano
una piccola cipolla bianca
sale
succo di un limone

per accompagnare:

21o gr di riso thai
una presa di sale
2 cucchiai di olio di girasole
2 spicchi d’aglio
3 cm di zenzero fresco

Tagliare la cipolla a fettine il più possibile sottili e massaggiarle bene in acqua e sale. Scolarle e ripetere l’operazione altre due volte cambiando l’acqua ad ogni passaggio.
Tagliare anche i pomodori a fette sottilissime e mescolarli alle cipolle scolate. Condire con il succo di limone.

Nel frattempo sciacquare il riso con acqua corrente finchè non sarà trasparente. Versare in padella il riso con il 400 ml di acqua, salare leggermente e coprire cuocendo a fuoco basso. Il riso sarà cotto quando avrà assorbito tutta l’acqua.

Sgranare il riso con due cucchiai di olio e condirlo con un soffritto di aglio e zenzero tritati finemente.

Servire il kachumbali con il riso.

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15 risposte a Kachumbari dalla Tanzania

  1. clibi ha detto:

    Anche a me piacciono moltissimo questi ingredienti, trovo siano veramente irresistibili assemblati così

  2. Tommaso ha detto:

    Bello il massaggio alle cipolle! 🙂
    Ma tu Fra sai quel’è il motivo per cui si consiglia di sciacquare il riso bianco finchè l’acqua è trasparente, quando lo si vuole cuocere con il metodo “ad assorbimento”? Lo vedo ovunque ma nessun@ che spieghi il perchè (la questione dell’eliminazione dell’amido non mi convince per niente!).

  3. Daria ha detto:

    Mmm, piattino delizioso! e hai saputo ricreare molto bene la situazione in cui andrebbe gustato… mi toccherà accontentarmi del mio giardino, anche qui rane e rospetti non mancano! 😉

  4. veggieriot09 ha detto:

    Seguo le avventure della tua eroica amica tramite la pagina facebook e ogni volta che leggo un suo aggiornamento mi sembra quasi di essere trasportata in un altro universo. Complimenti per lo stupendo progetto, ci sarebbe bisogno di molte più persone come Elena! E complimentissimi per la ricetta, semplice e deliziosa, perfetta per sognare ad occhi aperti questi bei posti lontani 🙂

  5. Pingback: Kachumbari & Loving support | CHURA project

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