Negli ultimi giorni ho adocchiato un po’ di iniziative interessanti, una di queste è Namasté del blog Passato tra le mani.
Il saluto indiano, difficile da rendere a parole, più o meno significa: ‘l’universo che è in me riconosce l’universo che è in te e gli rende omaggio’. Il senso è ricordare il sacro che c’è in me, e che c’è nell’altro, e accoglierlo per riunirlo.
Lo scopo è quello di raccogliere ricette rielaborate in chiave vegetale per dimostrare che non solo è possibile vivere senza mangiare carne, ma è pure goloso!
Inoltre questa raccolta sarà fatta con ingredienti il più possibile locali.
E già che c’ero ho pensato di proporre una ricetta che è pure quasi locale dato che è ladina. Come sempre la mia spacciatrice di ricette ladine è mia mamma, infatti di solito li mangio da lei. Qui trovate la mia versione però, che ho preparato per una cenetta speciale. Vi posso assicurare che è a prova di onnivoro, il moroso ha solo avuto da obiettare sulla quantità: erano troppo pochi!
Come sapete sono vegetariana, ma come avrete capito dal mio blog il 99% delle volte mangio vegetale. Mi fa star bene, lo vedo come un modo di stare in armonia con quello che ci circonda. Il nome della raccolta non poteva essere più azzeccato.
Cajincì – mezzelune tirolesi
Ingredienti per 3 porzioni:
100 gr di farina di segale
100 gr di farina di grano duro
un pizzico di sale
un cucchiaio di lecitina di soia
un cucchiaio di olio evo
100 gr di acqua
per il ripieno:
un piatto di spinaci già scottati
100 gr di tofu o una ricottina di soia
mezza cipolla
un cucchiaio di erba cipollina tritata
un cucchiaio di olio evo
un pizzico di sale
per il condimento:
3 cucchiai di olio evo
una foglia di salvia
erba cipollina
lievito in scaglie q.b.
Sciogliere la lecitina in poca acqua calda, aggiungere anche l’olio e frullare il composto in modo da togliere i granellini di lecitina. Aggiungere alla restante acqua il composto appena preparato e versarlo sulle farine già mescolate tra loro con il sale. Coprire e lasciar riposare mentre si prepara il ripieno.
Se si usa il tofu sbollentarlo 5 minuti, sgocciolarlo e schiacciarlo con una forchetta. Soffriggere la cipolla tritata in un cucchiaio di olio e uno di acqua e quando è appassita insaporire gli spinaci tritati con il coltello. Dopo 4 minuti aggiungere anche l’erba cipollina e il tofu o la ricottina di soia. Rigirare bene e spegnere il fuoco facendo raffreddare.
Riprendere l’impasto e tirare la sfoglia ad uno spessore di 1 mm. Tagliare tanti cerchi di circa 6 cm di diametro. Al centro di ogni cerchio mettere un cucchiaino di composto, bagnare leggermente i bordi e sigillarli premendo leggermente con le dita. Man mano che si preparano i cajincì disporli su un vassoio infarinato abbondantemente.
Cuocere i cajincì per pochi minuti in acqua bollente e condire con l’olio leggermente scaldato con una foglia di salvia. Spolverare di erba cipollina e lievito in scaglie e servire.














Grazie Francesca! Adoro i piatti della tradizione riproposti in chiave erbivora..Ti ho letta spesso in silenzio, colgo l’occasione per dirti che amo davvero il tuo blog
Grazie!! E complimenti per la bella iniziativa
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Wow, che buoni! Poi la sfoglia con la segale deve essere strepitosa… intanto segno… chissà che la prossima volta che pastrocchio un po’ con le bimbe non li faccia!
Con la segale è davvero saporita, ed è pure una preparazione perfetta da fare con i bambini, provato!
Adoro i Ladini con le loro ricette, ed il loro pane, anche questi ravioli con tofu per il ripieno si vede già che sono ottimi!
Grazie! Il pane nero è la fine del mondo, hai ragione!
Bella ricetta! io amo i ravioli e la pasta ripiena, infatti ho pure “rubato” la nonna Papera a mia mamma, e questa versione montanara, con la farina di segale, la voglio proprio provare! un bacione
hehe, mia mamma invece mi ha regalato la nonna papera, lo stesso modello indistruttibile che aveva mia nonna!
Ma sai che non li ho mai mangiati questi ravioli? Mi ispirano molto!!
Che belli che sono e devono essere ben saporiti e gustosi!!!
mi hai ispirata!
@chiara: se ti capita di provarli vedrai che ne vale la pena, io li ho mangiati per la prima volta alla Forst
@ale: grazie!
@laZen: adesso sono curiosa di sapere in cosa ti ho ispirata!
periodo di ravioli, mi piacciono anche i tuoi e me li segno, grazie. belle anche le parole per Namastè, grazie di averle scritte.
mmmm, mi vien voglia di provarli…ma temo in un disastro sglutinato: farina di grano saraceno e di riso dici che potrebbero andare?
Ps: la lecitina di soia dove la trovo? Mai usata..
@barbara: già, ultimamente si vedono tante ricette di pasta ripiena. E’ che ogni variante ha la sua particolarità, una meraviglia!
@feelfreeglutenfree: non ho molta esperienza di pasta senza glutine, se non sbaglio avevo letto che è necessario termotrattare la farina di riso prima di usarla per la pasta, ma quella di grano saraceno normalmente ha una buona tenuta.
a questi ravioli non manca nulla della versione onnivora, niente da rimpiangere ma solo da gustare; continua così!
Bravissima x cesca, sembrano proprio super!
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Meravigliosi davvero
Non ho mai impiegato la farina di segale per fare la pasta ma voglio assolutamente provare perché il sapore deve essere assolutamente sfizioso e visto che a Adriano non dispiace il sapore della segale mi segno anche questa e alla prima occasione le provo, di solito il week end ^_^
Grazie Cesca per le tue ricette stupende
Grazie a te Cami per essere passata di qui! La farina di segale dona un buon saporino all’impasto, leggermente rustico, e ci sta divinamente con il classico ricotta(veg)-spinaci e soprattutto con l’erba cipollina!